Sarcasmo

Federico Unia_Sarcasmo

Mai come ora nella storia dell’uomo, l’artista ha avuto necessità di essere engagée. Mai come nel nostro contemporaneo la distanza tra la vita quotidiana e la Res Publica è stata così incolmabile. Mai abbiamo vissuto prima in tale scelta di consapevole ignoranza.

Federico Unia attinge dall’archetipo del contemporaneo la sua ispirazione - la visione mitologica in cui l’essere umano oggi si riconosce - per riconsegnarci irriverenti ritratti della nostra società. Il “Belpaese” ed i personaggi che lo manovrano - tra opinionisti e politici - attori di un una commedia dell’arte il cui canovaccio narrativo si ripresenta identico a se stesso causando non l’ilarità del pubblico, bensì la sua disperazione. Scarsa moralità, dogmatismo, barbari clichées culturali...Tutti elementi sviscerati dall’abile mano dell’artista e sagacemente riletti attraverso la figura retorica del sarcasmo.

La critica alla società, la causticità verso il potere, uno sguardo disilluso ma concreto, sono concetti riconducibili al movimento Street Art da cui l’artista proviene, e questa sezione del sito web accoglie con ironia propositiva lavori su temi accumunati - seppur nelle loro differenze - dalla circostanza di essere soggetti, relazioni e storie legate indissolubilmente al contemporaneo: la pausa dell’astronauta che si disseta con coca-cola durante le riprese in studio dello storico “primo passo” sulla luna; “Speriamo che sia Ultima” una singolare Ultima Cena dietro al bancone del bar - dai colori dell’italica bandiera - sul quale gozzovigliano sorridenti molti dei protagonisti che hanno ridotto il Paese ad un’imbarazzante protuberanza europea.
L’esegesi di Federico Unias sui falsi miti, rilegge la società nella certezza di smascherarne l’inganno. Nascono così “Su le Mani è una Rapina” lavoro in cui l’uomo-scimmia, raffigurazione antropomorfa cara all’artista in quanto effige dell’inettitudine dell’essere, è rapinato da un benzinaio sullo sfondo di una scritta “Casinò” a luci intermittenti; “Un Cuore per Te”, la morte/amante che lusinga di un d’amore da romanzetto d’appendice chi desidera esserne illusa; e, non ultimo, “Remember" l’immagine travolgente di un Gesù sul cui titulus cruci capeggia l’effige “Fashion Victim”. Una riflessione sul significato dell’essere vittima nell’attuale società dei consumi, che si propaga alla nozione di “memoria”, grazie anche all’inserimento delle scritte, quale strumento analitico per comprendere ed analizzare il presente.
Alessia Locatelli

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